Profondo rosso

Profondo rosso

Durante una festa di Natale una figura indefinita ne accoltella un'altra a morte, mentre risuona una canzoncina per bambini. Un coltello insanguinato cade sul pavimento ai piedi di un bambino. Anni dopo, durante una conferenza sul paranormale in un teatro, la sensitiva tedesca Helga Ulmann percepisce la presenza di un omicida tra il pubblico e spaventata, è costretta a interrompere, confidandosi con un suo collega dell'identità del sospetto, il quale purtroppo irrompe la sera stessa nel suo appartamento uccidendola brutalmente, assassinio preceduto dalla registrazione della stessa inquietante nenia infantile.

Il pianista jazz Marc Daly si trova in strada con il suo amico Carlo ubriaco e ode, impotente, le urla della vittima; ma una volta raggiunta può solo constatarne la morte e scorgere l'assassino di spalle allontanarsi. Interrogato in commissariato, viene rilasciato più tardi per rincontrare il suo amico, ancor più ubriaco, confidandogli di aver notato un quadro nell'appartamento che è stato poi misteriosamente rimosso. Carlo commenta che probabilmente sia stato fatto sparire perché nascondeva qualcosa di importante.

Anche la giovane giornalista Gianna Brezzi è interessata all'omicidio, dal quale spera di ricavare un buon articolo ed avere così un'avanzamento di carriera, e inizia a indagare con Marc, che inizialmente mal sopporta il comportamento spregiudicato e disinvolto di lei, da subito attratta dal pianista.

Marc si reca dapprima in casa di Carlo che è assente, chiacchierando con sua madre, un'ex attrice con segni di demenza, poi in quella di un suo amico omosessuale, dove è ospite. L'uomo torna sulla questione del quadro sparito ma Carlo gli consiglia di dimenticare e fuggire per non essere preso di mira dall'assassino. La sera stessa, solo in casa, Marc avverte la sua presenza udendo la nenia che aveva preceduto la morte di Helga. Lo squillo del telefono distrae l'intruso permettendo all'altro di barricarsi. Il killer fugge, non prima di averlo minacciato di morte.

Il giorno seguente, lo psichiatra Giordani dichiara che si tratta probabilmente di un paziente schizofrenico, che si serve della ninna nanna per ricreare il clima di un precedente omicidio. Il brano tra l'altro avrebbe un collegamento con la "leggenda della villa del bambino urlante", come riportato nel saggio Fantasmi di oggi e leggende nere dell'età moderna. Attraverso il libro, Marc risale all'autrice Amanda Righetti, ma l'assassino, che sembra spiare i suoi movimenti, la rintraccia prima di lui. La sventurata scrittrice viene brutalmente assassinata in casa sua e il suo volto viene ustionato nell'acqua bollente della vasca da bagno. Marc troverà il cadavere qualche ora dopo. Avvertita Gianna, inizia a temere che si possa sospettare di lui; la giornalista gli consiglia di scappare, ma Marc non ne vuole sapere e tra il pianista e la giornalista inizia a nascere qualcosa. Marc avverte Giordani, che il giorno successivo, in un sopralluogo sulla scena, riesce con un'intuizione a ricostruire la dinamica della morte di Amanda: prima di morire, la donna aveva scritto sul muro il nome di chi l'aveva uccisa sfruttando il vapore prodotto dall'acqua calda.

Marc riesce a rintracciare la villa della leggenda, disabitata da molti anni, facendosi dare le chiavi da Rodi, il custode che vive nelle vicinanze, e vi trova nascosto in una parete sotto del vecchio intonaco un disegno infantile. Grattando via la parete, scopre che il disegno raffigura un bambino armato di un coltello insanguinato. Dopo che Marc si è allontanato dalla stanza, un pezzo di intonaco si stacca dalla parete, rivelando un altro volto, probabilmente raffigurante l'autore della tragedia. Nel frattempo Giordani, dopo la sua scoperta, forse temendo per la sua vita, scrive appunti e tenta di avvisare Marc. Il killer però riesce a ucciderlo nello studio della sua abitazione, dopo averlo spaventato con un manichino meccanico usato per distrarlo, colpendolo alle spalle e finendolo con un grosso tagliacarte.

Scosso per la morte di Giordani e convinto di essere il prossimo obiettivo dell'assassino, Marc decide di lasciare la città invitando Gianna, con la quale ha iniziato una relazione, a partire per la Spagna, ma, osservando meglio una foto della villa, nota che una finestra è stata murata. Cerca di avvisare Carlo e lascia un messaggio a Gianna e si reca nuovamente nell'inquietante struttura, abbattendo a colpi di piccone un muro: scopre così una stanza segreta, dove giace un corpo mummificato. Sconvolto, Marc indietreggia e viene tramortito. Quando si risveglia è all'esterno, Gianna è al suo capezzale mentre la residenza è in fiamme. Recatisi in casa del custode, i due notano un disegno identico a quello nella villa eseguito dalla figlia Olga, la quale confida di essersi ispirata a un altro, rinvenuto nell'archivio della sua scuola. Giunti sul posto, Gianna decide di avvertire la polizia dopo aver sentito un rumore, ma viene chiamata da una voce. Non vedendola tornare, Marc la va a cercare e scopre che è stata pugnalata. Egli poi realizza chi è l'autore del disegno, risalente al 1950: Carlo, allora bambino. Questi, giunto sul posto, gli punta una pistola e gli rinfaccia di non avergli dato retta quando gli aveva detto di scappare, così ora è costretto a ucciderlo, pur volendogli bene. L'arrivo delle forze dell'ordine mette in fuga il giovane, ma una volta in strada questi muore cruentemente con il cranio fracassato sotto le ruote di un'auto, dopo essere stato trascinato per diversi metri da un camion e battuto la testa sul cordolo del marciapiede.

Appreso dello scampato pericolo di Gianna, Marc rincasa ricordando la scena del primo omicidio e rendendosi conto dell'estraneità di Carlo, accanto a lui in quel momento, così torna nell'appartamento e scopre che non c'è mai stato un quadro bensì uno specchio, dove era riflesso il volto dell'assassino, ovvero l'anziana madre di Carlo, che nel frattempo lo ha seguito per ucciderlo. La donna, malata di mente, aveva assassinato suo marito, che voleva riportarla in clinica contro la sua volontà, davanti al loro figlioletto, per poi murare il cadavere nella villa; Carlo l'aveva coperta in tutti quegli anni, ma rimasto traumatizzato al contempo aveva realizzato i disegni raffiguranti il delitto. Marc tenta la fuga ma viene raggiunto dalla donna, che lo ferisce alla spalla con una mannaia. Durante la colluttazione, il medaglione di lei s'impiglia nell'inferriata dell'ascensore. L'uomo, sanguinante, preme il pulsante di chiamata, e la cabina parte, tirando con sé la collana e decapitando la donna: è la fine della catena degli efferati omicidi.

Info

Lingua originale: italiano, inglese
Paese di produzione: Italia
Anno: 1975
Durata: 127 min
Rapporto: 2,35:1
Genere: orrore, thriller, giallo
Regia: Dario Argento
Soggetto: Dario Argento, Bernardino Zapponi
Sceneggiatura: Dario Argento, Bernardino Zapponi
Produttore: Salvatore Argento, Angelo Iacono
Produttore esecutivo: Claudio Argento
Casa di produzione: Rizzoli Film, Seda Spettacoli
Distribuzione in italiano: Cineriz
Fotografia: Luigi Kuveiller
Montaggio: Franco Fraticelli
Effetti speciali: Germano Natali, Carlo Rambaldi
Musiche: Giorgio Gaslini, Goblin
Scenografia: Giuseppe Bassan
Costumi: Elena Mannini
Trucco: Giuliano Laurenti, Giovanni Morosi
Doppiaggio italiano: CVD

Interpreti, personaggi e doppiatori

InterpretePersonaggioDoppiatore
David HemmingsMARK DALYLUIGI LA MONICA
Daria NicolodiGIANNA BREZZI-- DARIA NICOLODI
Gabriele LaviaCARLO-- GABRIELE LAVIA
Macha MérilHELGA ULMANN-- MACHA MERIL
Eros PagniCOMM. CALCABRINI-- EROS PAGNI
Giuliana CalandraAMANDA RIGHETTI-- GIULIANA CALANDRA
Nicoletta ElmiOLGAEMANUELA ROSSI
Glauco MauriPROF. GIORDANI-- GLAUCO MAURI
Clara CalamaiMARTA, madre di CarloISA BELLINI
Aldo BonamanoPADRE DI CARLOMARCELLO TUSCO
Furio MeniconiRODI, padre di OlgaCORRADO GAIPA
Geraldine HooperMASSIMO RICCIRENATO CORTESI
Liana Del BalzoELVIRA, cameriera dei RighettiWANDA TETTONI
Piero MazzinghiSIG. BARDI???
Jacopo MarianiCARLO da bambino???