Ufo Diapolon

Ufo Diapolon è una nime di genere mecha. La storia inizia nell'orfanotrofio La Casa del Cielo blu, dove vivono Takeshi e i suoi amici Miki, Goro e Matsuo. Takeshi è anche un brillante giocatore di football americano. Durante un forte temporale, il ragazzo viene colpito da una gigantesca lama di energia che gli trafigge il petto. Tra le nuvole si scorge la figura di un cavaliere su un destriero alato (il Dio Apolon), che trasmette l'energia nel petto di Takeshi, dunque un'astronave rapisce lui e i suoi amici. I ragazzi si risvegliano in una base comandata da uno scienziato, Labi, che rivela a Takeshi la sua vera origine: in realtà, il ragazzo è il Daiapolon, figlio del re Apolon, sovrano del pianeta omonimo. Labi spiega anche che il sovrano è stato ucciso anni prima dal popolo invasore dei Dazaan, che si sono impadroniti del Cuore di Energia. Il Cuore di Energia è formato da due pezzi, il dispositivo di assorbimento e l'Energia Chiave, quest'ultima "installata" nel petto di Takeshi poco prima che il padre venisse ucciso, in corrispondenza di un tatuaggio a forma di sole. L'Energia Chiave non solo aziona il Cuore di Energia, ma può sprigionare una forza speciale sfruttando i raggi solari, grazie alla quale Takeshi può assumere il comando del potente robot Diapolon (in originale Daiapolon) per respingere i Dazaan che vogliono occupare anche la Terra e riprendere l'Energia Chiave. Il Diapolon è il risultato dell'unione di tre robot minori: il robot Edda costituisce la testa; Trangu si converte nel tronco e infine Legga compone l'addome e le gambe. Dopo l'unione, Takeshi - grazie all'Energia Chiave - subisce un doloroso processo di crescita del corpo, assumendo le stesse dimensioni del Diapolon; il robot quindi diventa una sorta di armatura/corazza cibernetica dalle sembianze di un giocatore di football americano. Diapolon ha comunque una debolezza, la sua energia dipende dalla presenza dei raggi solari senza i quali si trova in balia dei nemici di turno. Takeshi e i suoi amici, alla guida di aerei di supporto dalla guisa di UFO, iniziano così una guerra senza quartiere contro i Dazaan, capeggiati dal comandante Gyranic, dal capitano Ydo e dall'infido Gumez. Gli alieni sono alla ricerca dell'Energia Chiave, e ricorrono ad ogni stratagemma possibile per sconfiggere Diapolon. Nel corso della serie gli esploratori UFO imparano a pilotare i robot Edda, Trangu e Legga anche singolarmente, in modo che Takeshi non si stanchi troppo trasformandosi in Diapolon. La base Apolon, in cui alloggia Labi, viene poi distrutta, uccidendo Ydo che era all'interno, ma viene sostituita da un'altra più potente. Infine, la squadra UFO troverà nel magma del vulcano Gyldera la roccaforte dei Dazaan, distruggendola e uccidendo il generale Gumez nella successiva battaglia contro il Diapolon. I posti di Ydo e Gumez saranno presi dal generale Jocket, sorella di Ydo, e da Balai. Nelle ultime puntate si scopre che la madre di Takeshi non è morta, ma è prigioniera sul pianeta Dazaan. Labi installa in Edda una speciale apparecchiatura grazie alla quale Diapolon può viaggiare nello spazio aperto. Salutati gli amici, Takeshi parte così alla volta del pianeta Dazaan, che si scopre avvolto da uno strato di gas che potrebbe privare il robot dell'energia solare. Diapolon si libera dalle trappole preparate per fermarlo e dunque affronta un mostro molto grande e potente che lo mette alle corde (questo anche per la mancanza di energia solare). Takeshi riesce comunque a raggiungere la madre, ma per salvarla il ragazzo dovrebbe azionare un congegno a detonatore che farà esplodere tutto il pianeta. La regina Apolon rifiuta di essere salvata e propone al figlio di usare il Cuore di Energia per far rinascere la vegetazione sul pianeta martoriato, cosa che ritiene più importante della sua vita. Diapolon deve scontrarsi ancora con il mostro Dazaan, ma stavolta a salvarlo è l'arrivo della nuova base Apolon e dei suoi amici, e si rifugiano in una gola per decidere il da farsi. Gyranic intanto, passato dalla parte del bene, cerca di aiutare la regina Apolon a scappare, ma questa preferisce che venga consegnato il Cuore di Energia a Diapolon per far rinascere la vegetazione sul pianeta. Dopo l'operazione per estrarre l'Energia Chiave dal petto di Takeshi, il mostro Dazaan attacca la base Apolon, provocandone la distruzione, ma interviene nuovamente il Dio Apolon che fornisce a Takeshi nuova energia per combattere e riportare la pace. Il mostro viene così distrutto senza difficoltà, e vengono annientati così anche il generale Jocket e Balai. Il comandante Dazaan scappa su una nave spaziale portando con sé la regina Apolon in ostaggio. Gyranic, nascostosi precedentemente nell'astronave, vuole costringere il comandante a porre fine alla guerra, liberando anche la regina Apolon, ma viene messo fuori combattimento da una scarica di raggi. Obbedendo alla madre, Takeshi preferisce prima azionare il Cuore di Energia e far tornare a splendere il sole sul pianeta Dazaan; Gyranic dalla navicella assiste alla salvezza del suo pianeta, spirando subito dopo. Abbagliato, il comandante Dazaan causa un corto circuito che provoca un incendio su tutta la nave che lo brucerà vivo e ne provocherà l'esplosione. Takeshi può così riabbracciare la madre, rifugiatasi all'interno di una capsula di salvataggio, dopo aver salvato la Terra e il pianeta Dazaan.

Titolo originale: UFO Senshi Daiapolon

Genere: mecha
Autore: Tetsu Kariya, Shigeru Tsuchiyama
Sceneggiatura: Daisuke Minato, Takao Koyama, Sōji Yoshikawa, Chikara Matsumoto, Takao Koyama, Yū Yamamoto
Char. design: Toyoo Ashida
Dir. artistica: Toshihiro Oosumi
Musiche: Masahisa Takeichi
Rete: Tokyo Broadcasting System
1ª TV: 6 aprile – 28 settembre 1976
Episodi: 26 (completa)
Rete it.: Televisioni locali, Man-ga
1ª TV it.: 1981
Studio dopp.it.: Studio Tony Fusaro & Co.

Personaggi e doppiatori

PersonaggioDoppiatore
Takeshi
Tony Fusaro
LabiMauro Bosco
Dazan
Massimo Dapporto
Goro
Leo Valeriano
Balai
Willy Moser
Regina di Apolon
Franca De Stradis
Matsuo
Cristina Piras
Padrona dell'orfanotrofio
Franca De Stradis
Miki
Cristina Piras

Sigla
"UFO Diapolon, guerriero spaziale", cantata dai Superobots.

Produzione: Eiken, 1986

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