Telediffusione Italiana Telenapoli

Telediffusione Italiana Telenapoli è stata un'emittente televisiva privata italiana a carattere locale fondata da Pietrangelo Gregorio. Fu attiva tra il 1970 e il 1976, ed è considerata la prima emittente privata italiana poiché l'atto notarile di fondazione venne stipulato il 1970. Iniziò le trasmissioni televisive via cavo a Napoli, il 24 dicembre 1966, trasmettendo, per prima, spot pubblicitari per promuovere alcuni prodotti in vendita presso i magazzini Upim. Quindi si collegarono al cavo numerosi bar e pubblici esercizi. Subito dopo iniziarono gli allacciamenti agli utenti privati. Per regolarizzare meglio l'attività, nata come ditta individuale nel 1966 e per soddisfare le richieste crescenti di allacciamenti, il 17 dicembre 1970 si costituì la società "Telediffusione Italiana", con atto del notaio Carlo Tafuri (repertorio nº 10965 - Raccolta 511). La costituzione della società "Telediffusione Italiana", datata 17 dicembre 1970, rimane acquisita la priorità della televisione via cavo napoletana, rispetto a quella di Telebiella, che venne registrata in tribunale il 20 aprile 1971 e iniziò le trasmissioni solamente il 6 aprile 1972. Nel 1974 con la legge che rese legali le reti televisive via cavo, Telenapoli ripristinò le trasmissioni, tuttavia abbandonò la società per divergenze con il resto del management dell'emittente televisiva, Telenapoli fallì poco dopo, non riuscendo a competere con le decine di emittenti che inizieranno a diffondere via etere poiché l'allaccio del cavo era a pagamento e la possibilità di ricevere gratuitamente decine di nuovi canali locali dopo le liberalizzazioni nel 1976 disincentivò l'utenza ad abbonarsi. Vennero stesi 380 km di cavo nell'intera città, da Bagnoli al Cardarelli, da Secondigliano a Ponticelli. Oltre ai 150 dipendenti, furono appaltate otto ditte specializzate. A parte le difficoltà logistiche per cablare un'intera città come Napoli, vi erano difficoltà oggettive: mancanza di materiale specifico, mancava un cavo a bassa attenuazione: fu prodotto esclusivamente per la Telediffusione Italiana dalla ditta belga Sannefois di Liegi: giunsero a Napoli tre TIR per il solo trasporto degli enormi "rocchettoni" di cavo. Mancavano le cassette di distribuzione plurima: la Philips ne produceva un tipo a 4 uscite (e ne occorrevano almeno 20 per collegare un intero caseggiato). Si fu costretti a produrre in loco queste particolari cassette, direttamente nella sede di piazza Amedeo, dove venne realizzata una piccola fabbrica con nastro trasportatore. Per i soli 12 000 contenitori a tenuta stagna di alluminio, la "Pressofusione Sabella" lavorò ininterrottamente per oltre 6 mesi. Nel contempo furono attrezzati 6 studi televisivi a colori (unici all'epoca) e una nutrita redazione con 15 giornalisti, assicurando un lavoro a 150 dipendenti. Questa imponente realizzazione fu possibile grazie al gruppo dei fratelli Enrico e Ubaldo Capozzi, che vollero sostenere tutte le iniziative proposte da Pietrangelo Gregorio. I fratelli Capozzi riuscirono a riunire numerosi professionisti e imprenditori realizzando un'importante finanziaria, la "Finin", che sostenne tutte le notevoli spese relative, nell'ordine di oltre 3 miliardi di lire dell'epoca. I programmi, inizialmente, comprendevano i titoli dei quotidiani "il Mattino" e "Roma", piccoli spettacoli di cabaret e canzoni napoletane. Tutti i programmi andavano in diretta perché all'epoca mancavano i videoregistratori. Successivamente, i programmi più impegnativi venivano filmati con cineprese 16 mm, accoppiate al Nagra e una volta sviluppati e montati in moviola i filmati, venivano trasmessi più volte col telecinema.

Data di lancio: 17 dicembre 1970
Data chiusura: 1976
Sostituito da: Canale 21
Editore: Pietrangelo Gregorio
Diffusione: Via cavo, Analogico PAL, in Italia